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mercoledì 11 novembre 2009

Himeji e Okayama: corsa contro il tempo


La giornata di passaggio tra Kyoto e Hiroshima era stata progettata come una specie di tour de force. Infatti, lungo il percorso tra le due città, si trovano il famosissimo Castello di Himeji e il meno famoso Castello di Okayama, vicino al giardino Koraku-en.
Partiti di buon mattino, siamo arrivati ad Himeji in perfetto orario e abbiamo trovato una bellissima (ma freddina) giornata di sole, ideale per le foto al castello (anche se Lord preferisce le nuvole perché con il sole i colori non sono quelli naturali!). Comunque, posso dire che se è così famoso, c’è un perché: è davvero imponente e molto ben tenuto. L’unico problema è che, siccome nessuno ci abita, non c’è il riscaldamento. E, quando fa freddo, fa freddo davvero. Aggiungete il fatto che per entrarci vi fanno togliere le scarpe e girare in calzetti ed ecco che potete intuire il nostro dolore. Tralascio i dettagli e lascio parlare le foto:



Finita la visita, siamo tornati in stazione per scoprire che avevamo perso il treno per 10 minuti (“ma vuoi che ne passi uno ogni ora?” disse Katia) e quindi ne abbiamo approfittato per mangiare.
Saliti sul successivo, in breve tempo siamo arrivati nella ridente Okayama. Salendo su un tram stile anni ‘20, alla faccia delle modernissime metro, ecco che in un baleno davanti a noi è comparsa la sagoma nera del Castello di Ujo, il “castello del corvo”, così chiamato per il fatto di avere tutte le mura degli edifici completamente nere. Certo che in Giappone sti colori si conservano proprio bene! Aspetta… ah no, ecco chiarito: il castello è stato RASO AL SUOLO durante la Seconda Guerra Mondiale e la ricostruzione è datata 1966.
Prima del Castello però abbiamo deciso di sfruttare gli ultimi momenti di sole per visitare il giardino di Koraku-en, considerato uno dei tre più belli del Giappone, che tra l’altro prende a prestito il castello come sfondo per i suoi prati (prati di erba, una rarità in Giappone dove i giardini sono normalmente fatti di muschio, dato che non sono fatti per essere utilizzati ma ammirati). Anche questo, come Himeji, non mente alla sua fama. Di fronte a noi prati, collinette, stagni e pianti varie compongono un mosaico che ci lascia davvero ammirati.




Avvicinandosi però le 16.30, ora in cui tutto in Giappone smette di funzionare (o meglio, tutto ciò che è turistico: i templi, castelli, monumenti ecc. chiudono TUTTI al massimo alle 17.00, cascasse una meteora), ci dirigiamo al castello, dove scopriamo che invece dei 300 yen previsti ne dovremo pagare 800 grazie ad una qualche esposizione speciale che ha luogo proprio in questo periodo. Vabbè… peccato che, alla fine, la mostra fosse quasi solo in giapponese e nemmeno particolarmente interessante. Il castello volendo ce lo si gode benissimo anche da fuori, senza entrare.


Finita la visita entro i tempi previsti, andiamo in stazione dove il treno per Hiroshima ci attende con la consueta puntualità. Siamo degli organizzatori eccezionali!
Ad Hiroshima la prima tappa è l’ufficio informazioni, per chiedere A) dov’è il nostro albergo e B) se c’è qualcosa da vedere oltre al memoriale della Bomba Atomica. All’ufficio incontriamo una signorina giovane, gentilissima e stupendamente fluente nell’inglese (“Sorry, do you speak english?” “Just a little bit”) che ci riempie di carte, mappe e orari di tutto ciò che volevamo vedere a Hiroshima e dintorni.
È soprattutto grazie a lei che ben presto troviamo il nostro albergo, l’Hotel Active! (sì, col punto esclamativo, ve l’avevo già detto in uno dei post all’inizio del blog) che, per circa 30€ a testa ci dà: 5 persone alla reception simpatiche e disponibili che però tutte insieme non conoscono che 50 parole d’inglese; un albergo davvero bellino, arredato con stile e molto pulito; 2 computer nella hall a disposizione gratuitamente + la connessione internet in camera; televisione; sali da bagno, cuffia, rasoio, spazzolino, bagnoschiuma, shampoo e balsamo, asciugamani, ciabattine ed accappatoi; bibite gratuite ad OGNI piano; colazione a buffet con abbondante varietà di cibi orientali, occidentali e occidentali nel senso italiano; consigli su dove mangiare ottimamente azzeccati. Ringrazio sentitamente Plutone di Hardware Upgrade che ce l’ha consigliato e a mia volta lo consiglio a CHIUNQUE vada ad Hiroshima.


La serata, complice anche la giornata pienissima, è stata piuttosto scialba: siamo andati a mangiare a 20 metri dall’albergo, in un posto buono e che definire economico non basta, dove siamo rimasti a discutere, per lo più di amenità, per almeno 2 ore, tra le facce stupefatte ed incredule degli inservienti, abituati al giapponese tipico che ordina una scodella di 2 etti di riso con la carne, la mangia in circa 3 minuti (e non sto scherzando), paga e se ne va. Sembra di vedere i pit stop della Formula 1.

domenica 18 ottobre 2009

Tutto ok?!?

La vacanza non è ancora iniziata ma i problemi si! Sarà stata forse Katia che si è dimenticata la macchinetta? Michele che non ha portato i biglietti del treno? Oppure Lord che non ha il passaporto?
Ebbene No… la dimenticanza viene dal Perfetto che tutto Sa, tutto Organizza, che tutto Scassa quando uno sbaglia, guardandoti con quello sguardo che pare dire “Perché sei così idiota?”
Per chi non l’avesse ancora capito, Dario detto Iuccio si è totalmente dimenticato dei Japan Rail Pass altresì detti Biglietti Viola ovvero da 500 € l’uno!!! Il tutto ovviamente 5 minuti prima di prendere l’Eurostar per Milano.
Che fare?
Prendere il treno successivo, rischiando di arrivare tardi al check-in e perdere il volo? BOCCIATO!!!
Partire tutti e 4 in macchina per Milano e buttare nel cesso 100 € di biglietti? BOCCIATO!!!
Andare noi 3 in treno e lui ci raggiunge a Peschiera del Garda correndo come un deficiente in macchina? BOCCIATO!!!
Andare noi 3 in treno e lui ci raggiunge a Milano con il rischio che lui non parta e noi si! PROMOSSO!!!

Questa soluzione presentava diverse alternative tipo:
Lasciare la macchina in parcheggio per tre settimane al modico prezzo di… non sappiamo quanto ma tanto tanto tanto
Farsi accompagnare da suo papà ma questo significava perdere il sacro rito della spesa al sabato pomeriggio… un evento improrogabile; nel caso saltasse la spesa automaticamente salterebbe la classica cena del sabato sera a base di pesce… inammissibile

sabato 3 ottobre 2009

Entrarci, in Giappone...


Scrivo con piacere un veloce aggiornamento su cosa si scopre, giorno dopo giorno - e comunque in anticipo ma per un pelo che ormai era quasi troppo tardi - su di un paese a 12 ore di aereo, 7-8 di fuso orario e Xmigliaia (12?) di kilometri da qui. Sapete, uno che deve andare all'estero in uno stato non europeo si domanda sempre "ma che documenti mi servono?".

Scoperto che il visto NON SERVE se intendete restare meno di 90 giorni (eh, magari...), come ci viene detto dall'ambasciata, vengo a sapere da un altro blogger che in Giappone ci è andato più di una volta che:

A) i giapponesi vogliono che si scriva in un foglio da consegnare PRIMA che ti concedano di entrare in Giappone una serie notevole di dati, compreso un numero di telefono dove trovarti e il luogo dove starai;
B) la dogana giapponese non è particolarmente amichevole

Ora, è chiaro che il punto A), se non l'avessi scoperto in tempo, avrebbe creato dei NOTEVOLI problemi. Gireremo come delle trottole per tutto il paese e già faccio fatica a capire i numeri di telefono giapponesi, figuriamoci ricordarmeli a memoria. Qualche problema in realtà resta, dato che lo spazio dove scrivere i recapiti non è particolarmente ampio (come potete notare da qui), ma conto sul fatto che i burocrati locali apprezzino l'allegato SUB A che sto appositamente creando (una bella lista con date, nomi di alberghi e numeri di telefono) e ci lascino passare.

Faccio notare comunque che tale modulo pare abbia anche un retro, ovviamente da compilare, recante anche delle domande davvero sensate:
- Siete mai stati espulsi dal Giappone o vi è mai stata negata l'entrata in Giappone? (S/N)
- Siete mai stati giudicati colpevoli di reati in Giappone o in altri paesi? (S/N)
- Siete al momento in possesso di narcotici, marjuana, oppio, stimolanti o altre droghe, spade, esplosivi o oggetti di simile tipo? (S/N)
Solo un giapponese, forse abituato all'onestà - o rincoglionito dai manga -, può fare delle domande del genere...

Per il punto B) invece faremo affidamento sull'italianissimo CULO. Ci sarà da compilare un modulo - un altro- per la dogana, ma sta di fatto che non penso di portare con me quanto viene chiesto di dichiarare al punto 1 di tale modulo: articoli proibiti (narcotici, droghe, stimolanti (oh ma sono fissati! Ma chi volete che ve lo venga a dire????), armi da fuoco con relativo munizionamento (!!!), esplosivi o materiale per armi chimiche (!!!), banconote, monete o titoli contraffatti, materiale osceno o immorale o materiale pedo-pornografico ("sì, guardi, trasporto migliaia di foto di bambini nudi. Posso andare ora?" "..."), articoli che infrangono proprietà intellettuali o copyrights (cioè articoli o abbigliamento contraffatti). La stessa domanda vale per il trasporto di articoli soggetti a restrizione, che sempre secondo l'elenco sul retro sono armi da caccia, armi da soft-air e spade (!!!), animali o forme vegetali protetti (coccodrilli, cobra (cobra??), tartarughe, avorio, muschio, cactus etc, animali vivi e piante, prodotti da macellazione, vegetali commestibili, frutta)

Ringrazio ancora Nicola (quello del blog di prima) per avermi messo addosso un magone terribile all'ipotesi di non poter approfittare del paradiso tecnologico adducendo questioni sul sistema elettrico giapponese che, avendo la tensione a 110V invece che 220V, poteva non essere adatto ai nostri apparecchi e viceversa, impedendomi di comprare le più oscene cagate elettroniche che ci si pareranno davanti. Fortunatamente pare che la maggior parte dei trasformatori accetti tensione che vanno dai 100 ai 240V e quindi dovremmo essere a posto!

P.S. A voi magari non interessa ma dalla Francia sono arrivati i JRP che avevamo ordinato

domenica 27 settembre 2009

Japan Rail Pass


Per chi non lo sapesse, più o meno come l'Interrail, in Giappone esiste il Japan Rail Pass. Si tratta di una sorta di abbonamento, di cui si può scegliere durata e regioni interessate (max 21 giorni e tutto il Giappone) che ti consente di viaggiare su tutti i treni (tranne i Nozomi, che sono gli ultimi modelli di Shinkansen e che, quando non sono in servizio, si divertono a competere coi missili terra-terra a "chi arriva ultimo paga da bere") delle Japan Railways (la rete più estesa).

Considerando che i treni in Giappone costano parecchio (che poi tutti dicevano "costano un casino!!", ma a controllare costano come qua in Italia...), il JRP è considerato, dopo il cane, il secondo migliore amico dell'uomo. Ovviamente (???) è precluso ai giapponesi. Infatti bisogna prenderlo nelle varie agenzie all'estero ed è strettamente nominativo.

Noi, che stiamo lì 23 giorni, abbiamo preso quello da 21 (we, di più non c'era...) per la seconda classe (che è tipo il nostro Eurostar) e abbiamo speso 425€. Vi dico solo che, per risparmiare, ci è toccato prenderlo in Francia. Le agenzie italiane infatti fanno prezzi mediamente di 20€ superiori (sarà il tasso di cambio? Gli euro francesi valgono di più?) e se sei fortunato paghi anche le spese di agenzia più 15€ di spedizione. L'agenzia francese ce ne fa pagare 7€, per la spedizione. Misteri della logistica.

Per chi ne avesse bisogno e preferisca non farsi inchiappettare dai nostri connazionali (sigh), questo è il sito dell'agenzia. Vi dico solo che la pagina è in italiano, piuttosto evidentemente non siamo i primi clienti...

Nel frattempo che voi leggete questo post, noi stiamo pensando a come fare per i 2 giorni mancanti...

Katia e Iuccio

venerdì 25 settembre 2009

No, no, ma va tutto bene...


Sarà che quando inizi a programmare una cosa 6 mesi prima l'economia può farti degli scherzoni...

Sarà che quando ti prepari a prendere un biglietto aereo, se non si tratta di Alitalia o di compagnie sconosciute tranne che in Burkina Faso, non ti preoccupi di controllare lo stato delle finanze...

Sarà anche che la legge di Murphy cerca sempre conferme, come nemmeno la fidanzata più insicura potrebbe fare...

Sarà... ma intanto la JAL fa notizia

L'importante è che a cadere sia solo la quotazione delle azioni................................. e possibilmente senza mai impattare il suolo, o comunque facendolo solo DOPO avermi (averci) portato in terra di sole levante, altrimenti mi incazzo.